martedì 25 gennaio 2011

Nuovo viaggio, ma che serata!


Ormai l’organizzazione del nuovo viaggio viene quasi naturale, le ragazze sanno già dove vogliono andare, le mete sembrano fantastiche, anche ora a ripensarci mi entusiasma l’idea di aver fatto un viaggio di quel tipo. Melbourne, Adelaide, Kangaroo Island, poi giù in auto per tornare a Melbourne sulla Great ocean road. Per poi volare ancora da lì fino ad Alice spring per fare una full immersion nel centro rosso d’Australia. Un viaggio che promette quanto meno tanto da raccontare … sin troppo per me che cerco di scrivere tutto senza tralasciare alcun dettaglio.

Ci incontriamo un paio di volte ancora per prenotare ciò che ci serve. Io e Tony prenotiamo dopo, siamo in bolletta, e troveremo un modo per gestirci il tutto. Per quei giorni torneremo a mangiare pane e acqua per recuperare ogni singolo dollaro. Ma siamo sicuri che ne varrà la pena.

Pensiamo bene di progettare le soste per  il tragitto che faremo in auto, le ragazze hanno progettato le tratte, ma in auto ci conviene un attimo sapere dove andremo a dormire. Decidiamo di spezzettare il viaggio in questo modo: Adelaide-Mont Gambier, una cittadina non male in cui ci fermeremo a dormire, poi una sosta ad Apollo bay ed in fine Melbourne.  Cerchiamo degli ostelli ed è tutto pronto. Da allora aspetteremo ardentemente quel giorno mangiando pane e acqua.

Nei giorni successivi ci sbragheremo tra sole, spiaggia, poco cibo e molte chiacchierate con Graziano sul nostro balcone. I discorsi con lui finiscono sempre in politica, discorsi esistenziali o su come conquistare il mondo. Il tutto sempre accompagnato con una buona maxx dry, la birra più economica, e delle risate che sdrammatizzino le conversazioni troppo profonde.
Antonio spesso finisce col guardarci come se fossimo scemi che parlano di cose su cui non hanno il minimo controllo, ma ci piace così spesso ci si ride anche su, ma a volte ci si piange. Non la pensiamo proprio allo stesso modo quindi a volte finiamo a fare discussioni accese in cui se non presento gli esatti dati wikipedia a quel disgraziato ogni volta non mi crede, questo mi innervosisce molto, anche perché spesso anche lui viene fuori con numeri e cagate varie, ma li prendo per buoni e ci discuto sopra anziché dire che sono falsi, un minimo di fiducia mi sembra dovuta. Comunque così si tratta con lui, e alla fine non vi è nessun altro che mi faccia venire voglia di parlare di cose serie su un balcone con una birra. Mi mancherà anche lui quando andrà via.

Una sera usciamo a ballare in uno dei tanti posti dove si può entrare gratis, il Sidebar. A fine serata non ci va di andare a dormire e ci mettiamo sul marciapiede dall’altra parte della strada di fronte a casa nostra. Siamo Io, Antonio e lui. Iniziamo le nostre noiosissime, ma piacevoli conversazioni sull’Italia, parliamo di tutto, Eni, Mafia, università, lega nord, argomento che adoro trattare per vedere come pensa un leghista, ci rido ancora su … Non ci fermiamo sul superficiale, anzi ogni volta parliamo sin troppo di dettagli. Ma quella sera, le nostre conversazioni erano destinate a troncarsi di colpo.
Mentre parlavamo, un ragazzo scende dalla porta di casa nostra si dirige sicuro verso di noi. Era l’inizio di una serata degna di una scena da “Paura e deliro a Las Vegas”.
Il ragazzo inizia dicendo:
-Scusate ragazzi, ma io abito proprio dove c’è quella finestra…-
Non fa in tempo a finire la sua frase che noi tre iniziamo con una serie di “I’m sorry” falsi, che avremmo meritato l’oscar. Non ci avevamo fatto caso, e pensavamo il ragazzo ci venisse a chiedere di stare zitti, giustamente. Ma non era così. Lui continua con un:
-No, No zitti un secondo, sapevo che avrete risposto così! Volevo proporvi uno scambio, voi mi offrite un paio di sigarette, che Grazi gestiva parsimoniosamente dato il loro costo, e io porto giù un paio di birre, e chiacchieriamo insieme un po’. Non riesco a dormire-
Accettiamo lo scambio, essendo la richiesta alquanto singolare. Gli porgiamo una sigaretta e lui va verso casa. Grazi esclama:
-Guarda qui un nuovo modo per inculare le sigarette!-
Lo fisso e gli do ragione, non credevamo minimamente che il ragazzo sarebbe tornato con delle birre, al massimo si sarebbe fumato la sua sigaretta sul balcone mandandoci allegramente a cagare. Ma non fa niente era stato un modo alquanto originale per fregarci.
Dopodue minuti, invece, vediamo il giovane tornare giù con una cassa da sei birrette. Si siede di fronte a noi e con indifferenza accende la sigareta e ci guarda. Noi lo guardiamo. Dopo un paio di secondi di smarrimento, gli chiediamo.
- Sei australiano?-
Alla risposta affermativa di quest’ultimo, tutto si spiega. Iniziamo a chiacchierare del più e del meno, di noi e di lui. Scopriamo che fa teatro e che la sua parte preferita è immedesimare il cattivo di turno. Ci fa sorridere, a tutti piace fare il cattivo, però ha un po’ la faccia da cane bastonato per poter fare il cattivo. Ma va bene, inizia a simulare un’interpretazione di un discorso da duri … non aggiungo altro.
Ad un certo punto nel mezzo di questa interpretazione da oscar, … , attraversa la strada un tizio, pelato, tutto vestito in nero, con un pull over nero, e scarpe anfibie nere anche queste. Uno stile misto tra il punk e la bohemien francese. Ci guarda e farfuglia qualcosa che mi sembra di aver capito come un “nice chat room” ma detto un po’ a presa in giro. Il ragazzo australiano, non mi ricordo come si chiamasse nonostante avesse passato 10 minuti a ripetere i nomi di noi 4 facendo non poca fatica con Graziano, il ragazzo fa “why don’t you join us if you like it?”
E questo personaggio si siede anche lui vicino a noi, nell’incredulità mia, di Tony e di Graziano, i due iniziano a chiacchierare.

L’attore si fissa con una canzone di Joe Cocker ( A Little Help From My Friends ) e ci mostra sul suo iPhone la versione di Woodstock del 1969. Insiste perché noi cogliessimo la magia di quel momento … noi non facciamo che vedere un uomo fatto, che canta bene, ma la magia … diciamo che l’abbiamo finta perché smettesse di insistere. Il nuovo tizio osserva e commenta con un –bullshit- non gradiva il genere e i due discutono per un po’.

Chiediamo al nuovo arrivato cosa faccia per cambiare topic. Si descrive come un’artista che dipinge su superfici ampie e solide, tipo muri o porte. Gli chiediamo cosa avesse dipinto e lui ci racconta che sono 2 anni che prova a finire il quadro di quando si è lasciato con la sua ragazza, nel muro della sua camera… Ci insospettiammo un secondo e gli chiediamo cosa facesse per vivere. La risposta resta sempre la stessa. Gli chiediamo se venisse chiamato per dipingere e lui risponde, che era proprio così. Crediamo ancora per un secondo alla sua storia, finche non gli chiediamo quanto prendesse per le sue opere in media. Lui si scopre con una risposta che suonava molto come, “la tariffa normale”. Alla fine dei conti l’artista dipingeva muri in monocolore, tipo bianco, giallo, rosa chiaro e così via. Si insomma era un imbianchino, un imbianchino che si sapeva vendere evidentemente molto bene dal punto di vista di marketing, ma con tutto il rispetto … artista è un’altra cosa.

Proseguiamo con le conversazioni e ad un certo punto iniziamo a parlare delle spiagge del west australia, da dove proveniva  il ragazzo delle birre. Ci risponde che lui non ama molto la spiaggia e il nostro “artista” lo prende in giro dicendogli che non le amava perché lui è bianchiccio, è mezzo inglese di sicuro, con quella pelle il mare gli fa male!
La risposta del ragazzo ci lascia a bocca aperta. Mai trovato in una situazione del genere. I due si fissano, e il ragazzo risponde con un “Exactly!”. Poi aggiunge, infatti mia madre è morta di melanoma. Noi restiamo di stucco, la gaffe del tipo era stata clamorosamente grande! Ma la ciliegina sulla torta l’aggiunge la sua seconda frase:
- Ed oggi anche mio padre se n’è andato, sono solo ora.-
Nel silenzio generale noi ci fissiamo, anche i grilli e le civette sembravano aver sentito quelle parole, e si erano ammutolite. Noi iniziamo a ripetere a turno, “sorry man”, “i’m sorry for your lost “, e altre frasi di circostanza.
”L’artista” dopo aver provato a salvare la sua posizione con discorsi del tipo la vita è strana, un attimo ci sei uno dopo non ci sei, o anche “ora devi andare avanti, loro ti osservano”. Capisce che ormai ha toppato di brutto, e ci saluta.

Il ragazzo invece ci invita a casa sua a bere qualcos’altro. Noi siamo imbarazzatissimi, dirgli di no dopo che ci dice queste cose ci sembra poco gentile, mentre sul balcone ci offre un rum e cola, che tra l’altro io detesto, iniziamo a diffidare della veridicità di ciò che ci aveva detto, infondo era un attore a cui piace fare il cattivo …
Gli chiedo:
-Scusami, amico, ma se tuo padre se n’è andato oggi, tu sei qui, cioè sembra un po’ strano, non è vero?-
Non intendevo offenderlo, ma diciamo che in occasioni di lutto uno fa il possibile per esser vicino alla persona che se n’è andata! Che diavolo ci faceva stò tizio a Sydney nell’appartamento vicino al nostro con altri coinquilini, anziché prendere il primo volo per chi sa dove, per vegliare sui suoi cari?
Era una domanda lecita. La sua risposa mi lascia sempre più credere nella balla … Mi risponde:
- Cosa dovrei risponderti ora? Sono qui e basta-
Per non tirarla per le lunghe gli dico che io intendevo che la vita era strana un attimo ci sei un attimo dopo non ci sei più, un po’ come l’artista. Ma non era affatto quello che intendevo. Il ragazzo entra in casa e si sdraia sul divano accendendo della musica un po’ strana. Noi tre sul balcone ci guardiamo stupefatti, decidiamo di andare via.
Ci avviciniamo a lui e lo salutiamo con un bye man! Ma Graziano, conclude il tutto dandogli una pacca sulla spalla ed esclamando “Night man! Don’t think too much!”. Io ed Antonio appena sentiamo quel “non pensare troppo” stiamo per scoppiare a ridere, Graziano ci vede e inizia a trattenere le risate anche lui, in fondo avevamo bevuto un pò. Facciamo appena in tempo ad uscire da casa sua e chiudere la porta di casa nostra, che era esattamente di fronte, che crolliamo a terra a ridere come degli idioti.

Ovviamente non credevamo affatto alla morte di suo padre, e forse era falsa anche quella della madre. Ma la follia di quella serata ci lasciava straniti. Questa è l’Australia, estranei per strada che fanno gli imbianchini artisti e attori che ti offrono una birra in cambio di quattro chiacchiere.
Che serata assurda!

Nessun commento: