Tornare a Sydney senza una casa dove stare è alquanto inquietante, la sensazione di disagio e smarrimento è forte, soprattutto per il pensiero di dover affrontare 2 settimane intense all’università in cui occorre presentare 3 lavori e terminare un report di finanza con compagni di gruppo al quanto fancazzisti. Ma almeno so che non vivo più in una stanza senza nulla, senza finestre, ne porta, almeno so che in queste due settimane ho risparmiato 400$ d’affitto, che tutti gli altri hanno invece pagato. Almeno so che quando troverò una casa, questa città sarà diversa.
Passo da Giulio a riprendere tutto ciò che avevo lasciato, un sacco di roba. Avevo dimenticato che la mia valigia era rotta, no trolley, niente rotelle … grazie Emirates!
Ora so cosa significava per i nostri avi prendere le valigie e partire. Loro non avevano le rotelle, loro trasportavano tutto di peso. E io pure. Con Antonio ci diamo appuntamento sotto casa di Marta. Una ventina di minuti a piedi da dove mi trovo ora, compreso il carico diventavano 40 minuti. Siamo appena arrivati da un viaggio intenso, sono assonnato, stanco e a stomaco mezzo vuoto. Mi arrendo, dichiaro ufficialmente i miei avi più forti di me e prendo un taxi.
Incontro Antonio, e andiamo in ostello, trascinando la valigia, sembro un albero di banane, 3 tracolle, uno zaino e la valigia sul collo come i muratori. Ringrazio il cielo di non essere mingherlino, altrimenti avrei ceduto. Mi faccio forza, sarà un brutto periodo, ma passerà, penso.
L’ostello non è il massimo, anzi. Ma non costa molto e spero di non starci a lungo. Oggi riposiamo, da domani inspection. Andiamo a comprare qualcosa da mangiare, ci trattiamo bene, pasta al sugo e a cena bistecca sanguinolenta con insalata, piccole soddisfazioni.
Il giorno si và in università, impeccabili, nonostante avessimo passato la notte in una stanza da 6 grande tre metri per tre con un tizio da me chiamato lo zombie per via del suo odore da putrefatto e la sua abitudine di vagare in giro tutto il tempo, notte inclusa. La sera facciamo alcune inspection nelle case, le condizioni non sono il massimo vediamo posti arrangiati alla buona per 2, gente che dorme nella living room (soggiorno) e stanze spacciate per tali, che altro non sono che sgabuzzini con finestre con letti a castello. Ci prende male. Sul sito Gumtree non appaiono nuovi annunci. Bene!
Verso le 9 scoviamo una bella inspection in Sussex street, in centro come piace a Tony. Andiamo a vederla dopo la seconda bistecca in due giorni. Fuori dalla casa incontriamo un altro ragazzo, è anche lui lì per vedere il nostro stesso posto, provo a farci due chiacchiere, ma è di uno snob unico. Antonio successivamente lo odierà a morte, e io non posso non dargli ragione. Il palazzo è bello, ma la casa ha un muro di legno che separa la cucina dalla living room che è stata adibita a stanza doppia, la porta è una tendina a soffietto e dentro ci vivono due ragazze. Poi vediamo la nostra stanza. Le condizioni erano ottime, in alto, balcone con vista grattacieli, che di notte faceva una gran bella figura e bagno in stanza. Sembra perfetta! Ci prendiamo 20 minuti fuori per decidere, salutando il manager che ci aveva mostrato la stanza. Va bene prendiamola, la cucina è buia e senza finestre, ma la nostra stanza sarebbe fantastica, 175$ a settimana, un prezzo onesto per Sydney considerando che Antonio pagava 150$ in quadrupla e io 200$ in quel loculo. Chiamiamo il manger per confermare che la prendiamo … non risponde, scriviamo un sms e torniamo in ostello trepidanti.
Dopo 30 minuti snervanti riceviamo un messaggio con scritto “E’ già stata presa dal ragazzo che era con voi”. Speriamo di non reincontrarlo per strada, altrimenti gli facciamo del male. Da quel momento inizia il declino. 26 case in 2 settimane saranno visitate prima di trovare finalmente una casa che fosse normale.
Le 26 visite fatte in giro mi hanno fatto capire che a Sydney il mercato dell’immobile è veramente un buon business, anche se le dicerie dicono che è sovrastimato del 30% e si aspetta una bolla anche qui. Bhà…personalmente … non credo proprio che questa bolla esploderà. Ormai le domande sono standard, bollette, regole affitto , gestione delle chiavi internet e così via. Alcune case più di altre meritano una citazione su questo blog:
La prima era una casa in centro, su un grattacielo, ci apre un ragazzo, cinese, ci porta su e ci fa vedere la casa. Sudicia è un aggettivo che non si presta abbastanza per descrivere il livello di lerciume di quel posto, senza parlare dell’odore di fritto o che so io che aleggiava nell’aria. La cosa più “bella” avviene quando ci mostrano la stanza.
Il ragazzo apre, dentro ci sono altri 2 ragazzi asiatici, non so ancora distinguerli bene. Sono entrambi svestiti. Uno è col pc sulle gambe e dei pantaloncini. L’aria è consumata. L’altro ragazzo giace sul letto, ha uno strano sorrisino e un lenzuolo a coprire spero un paio di pantaloncini. L’immagine che meglio rappresenta la sua sagoma è quella di un tricheco appena uscito dall’acqua. E’ sudaticcio , ci guarda con uno strano sorriso con i vari strati di rotolo che non fanno capire dove finisse il sottomento e iniziasse il corpo. Io ed Antonio siamo visibilmente terrorizzati, non vogliamo sapere cosa stessero facendo. Spero nulla.
Ci dicono:
-entrate guardate la stanza! –
Antonio resta sulla porta, il ciò mi lascia sperare in una via di fuga se qualcosa di brutto dovesse succedere. Io entro, filo diretto alla finestra e fingo di guardare fuori. Il panorama era dal 20 piano speravo in una visione più bella di quella del tricheco e compagno Olivia a torso nudo, ma niente. Si vede una palazzina di cemento di fronte e sui lati due colonne appartenenti alla costruzione in cui ci trovavamo, insomma na merda. Per svincolarmi da quella situazione esclamo:
-Nice view!-
Una gaffe clamorosa considerando che poteva essere intesa come un complimento ai due esseri indegni che giacevano nella stanza.
Scappiamo da quel posto in maniera impeccabile nonostante il padrone ci avesse mostrato piscina e palestra incluse nel palazzo. Il prezzo 165$ … ma non ci saremmo andati neanche morti!
La cosa più divertente è stata chiamare il secondo numero che avevamo per la stessa palazzina e scoprire che il ragazzo che mostrava la stanza era l’amico del tizio precedente, appena visto 2 secondi prima. Bene, ci tappiamo il naso ed entriamo a vedere anche casa sua. Stesse condizioni, ma per fortuna questa volta nessun animale marino abitava in stanza. Niente però quell’odore di fritto è perenne. Niente anche oggi!
Un’altra inspection degna di nota è quella in cui scopriamo cosa significa Sunny room ( Stanza soleggiata ). Fino ad allora credevamo fosse una stanza con ampie finestre, ed in un certo senso avevamo ragione. Visitiamo la nostra stanza. Dentro c’era una ragazza che stava traslocando, solo che al nostro ingresso all’interno ci saranno state 20 persone, asiatiche sicuramente, nazionalità … ignota. Va bhè, penso , se van via la casa è carina apparte quella tenda nel soggiorno e quelle strane tende attaccate alle finestre… Chiediamo quante persone vivono in quella casa e ci viene detto fino a 6. Come fino? Va bhè…
Chiedo informazioni sulla tendina che spicca in soggiorno e due simpatiche ragazze asiatiche che stavano mangiando ci guardano sorridendo e con non calanche ci rispondono
–è la nostra stanza-
Ma come ? va bhè, penso, ormai sono provato da troppe case viste in condizioni immonde e un va bhè è la massima reazione che resta viva nel mio corpo.
Chiedo alla ragazza di vedere il balcone, lei mi risponde:
-certo! Però solo questa parte del balcone è accessibile-
Le chiedo come mai, e lei sposta la tenda ed esclama
-Perché qui c’è un’altra stanza!-
Il balcone era chiuso da vetri in plexiglas e per terra vi era un materasso.
Io sorridendo, le esclamo:
-ma come ? Chi è che vive sul balcone?-
Con tono sarcastico le chiedo, veramente c’è qualcuno che dorme lì? Con aria di superiorità, come se lei capisse quanto fosse assurdo dormire su un balcone.
Lei mi risponde, con la voce un po’ più acuta:
-Yes! It is my room! It is a Sunny room!-
Gaffe ancora una volta, era la sua stanza, la ragazza dormiva sul balcone, lo poteva chiamare come gli pareva sunny room o che diavolo ne sò, ma era sempre un balcone. Ormai le ho viste tutte, penso.
Incontreremo un'altra innumerevole quantità di case le cui condizioni erano simili, tende per muri nel soggirno , baconi in affitto e odori di ogni tipo erano ormai all’ordine del giorno. Ci eravamo abituati, ma ancora ci rifiutavamo di accettare di vivere in un posto così! Siamo Europei cazzo! Non mi de-evolvo solo perché mi serve un posto dove stare, ho lasciato un posto del cacchio per andare a dormire in un posto migliore, non condividere una casa del cacchio con un amico, era il pensiero comune di entrambi. Tony mi regala nel mentre commenti degni del buon leghista qual è, offese di ogni tipo verso quelle civiltà e come stessero espropriando Sydney agli Australiani. Io, purtroppo, non posso dargli torto più di tanto …
Nel mentre il nostro ostello ci informa che non ha più stanze libere per i giorni seguenti … bene! Piove sempre sul bagnato!
Spostiamo nuovamente l’ambaradam, io nuovamente mi allestisco da albero di banane e ci spostiamo in un nuovo ostello. Questa volta ci concediamo il lusso di una stanza per solo 2 persone. Abbiamo bisogno di quiete. Fra tre giorni devo fare una presentazione in università, preparata in notte fonda i giorni precedenti nel piano terra dell’università che grazie a dio non chiude mai. Ormai il tizio della security non mi chiedeva neanche più i documenti di riconoscimento per vedere se ero uno studente, tante le volte che mi aveva visto.
Ciò non toglie che comunque poteva pensare sempre che fossi un barbone, ma iscritto all’università, visto l’utilizzo quasi personale delle aree comuni, tra cui coffe area usata ogni mattina per fare colazione a base di muffin comprati al supermarket, per dare una parvenza di normalità alla mia vita. E panini assortiti nei giorni seguenti sfoggiati come fossero il pranzo più buono del mondo.
Arrivato il momento della presentazione sono più teso del solito. Non ho avuto proprio la tranquillità per poter dire sono sicuro, la so ed è roba buona! Decido di puntare sull’apparenza. Passo da Marta a stirare la camicia di circostanza. La indosso nei bagni della facoltà poco prima della presentazione per evitare che quella vita me la sciupasse.
Mi presento in classe impeccabile, bello tirato e con l’aria serena. Dentro di mè il caos più assoluto, non ho una casa, non dormo bene da secoli, non mangio normalmente, e la sera nel nuovo ostello c’è un caos della madonna ogni notte, tanto che due notti prima mi sono svegliato ad urlare dalla finestra perché la piantassero, sperando di vedere qualcuno che si sporgesse per lamentarsi e fare una bella scazzottata per sfogare tutto quello stress, ma purtroppo niente, si limitarono ad abbassare il volume.
Non importa, sembro impeccabile, sicuro e rilassato. Espongo l’argomento e dove non ricordo bene il discorso che mi ero preparato improvviso con l’aiuto delle immagini della mia presentazione. Un 88% sarà il risultato alla fine, ottimo considerando che 85% è un High Distinction, sono felice, finisce lezione, mi gongolo per 2 minuti poi Toni mi avverte che ha preso appuntamento per altre due inspection. Tengo la camicia sperando mi porti fortuna, ma ancora una volta posti indegni di essere chiamati appartamenti. E dire che a Bologna ne ho viste di ogni, ho anche vissuto in un’appartamento dove quando entravi in casa credevi di essere ubriaco perché il pavimento era in piano come lo sono le dune del Sahara, ma mai viste certe robe e certi standard assurdi, che solo Sydney penso e spero abbia.
Siamo arrivati perfino a contrattare con delle ragazze sconosciute che arrivavano dalla Svezia per prendere un’appartamento nuovo di pacca da condividere in 4. Ma nulla anche quel piano andò in fumo.
Dopo ormai 2 settimane in cui ogni tanto le ragazze continuavano a sollevarci invitandoci a cena da loro per offrirci un pasto caldo con un piatto e delle posate che non fossero da lavare più volte prima dell’uso. Ormai ci sembrava tutto fantastico , vederle che usavano le LORO pentole, le LORO posate, i LORO bicchieri ci sembrava ormai fuori dal mondo. Le invidiavamo. Per questo ci coccolavano con ottime pietanze che sostituissero i nostri panini improvvisati la mattina o addirittura una semplice mela come cena.
Ormai eravamo sconfortati, io avevo tutte le presentazioni e i lavori da consegnare per quel periodo o per la settimana successiva, temevo per i risultati universitari, non volevo distruggere tutto, cercavo di starci con la testa ogni volta che dovevo focalizzarmi sui topic universitari, a costo di restare in facoltà fino alle 3 di notte per scrivere i report, ma dovevo farcela. Antonio se la passava più o meno come me, apparte meno stress per l’università avendo sbrigato il grosso prima del nostro viaggio.
Gli ultimi giorni iniziavano ormai saltando giù dal letto a la mattina castello ed esclamando:
-Che giornata di merda!-
Presi per sfinimento dopo due settimane di ricerca troviamo una stanza in uno studentato, un po’ fuori città. Era uno schifo, ma ancora accettabile. Letto a castello anche qui. Decidiamo di prenderla, ma Tony mi chiede, notando che ero quello che ormai stava per cedere, di lasciare la decisione in sospeso fino a notte per vedere gli ultimi annunci se ce ne fossero, lo ringrazio ancora per questo. Mentre ero a gestire un lavoro di gruppo con i miei colleghi. Mi squilla il telefono, quel momento è impresso nella mia mente come se quella telefonata mi comunicasse che fosse nato mio figlio.
Antonio era andato a fare un’ultima inspection. Mi chiama, sento la sua voce tranquilla e un po’ sollevata.
Mi fa:
-Riccardo, qui non è male, perché non fai un salto?-
Avendo ormai imparato tutto su come vanno via le case in questa maledetta città, gli rispondo
-Ok, arrivo.-
Mi alzo in piedi, ed esclamo:
- Scusate ragazzi, ma devo prendere una stanza, devo andare, scrivetemi via mail il tutto e io lo farò per stà notte-
Chiudo il portatile e vado via, senza dare altre spiegazioni. Nessuno mi chiese nulla, dovevano aver visto il fuoco che rinasceva nei miei occhi dopo 2 settimane di incontri in cui non ero particolarmente su di morale.
Passo da un bancomat e prelevo il massimo possibile. Arrivo nel posto, e fuori ci sono Antonio e la padrona di casa ad attendermi. La casa è Normale, e la stanza è grande con bagno annesso, non ci credo! Chi cerca trova e il chi l’ha dura la vince non hanno mai avuto così tanto senso per me.
Guardo Antonio e gli dico:
-La prendiamo!?! Ora!-
Lui sorride, tiro fuori i soldi , firmiamo le carte ed abbiamo le chiavi. Finisco le cose per l’università, e torniamo all’ostello. Sarebbe stata la nostra ultima notte lì. Quella sera Marta ci aveva invitati a cena. Poverà. Passiamo da un liquor shop e compriamo 5 bottiglie di vino e una di spumante. Quella notte durò tantissimo. Crolleremo nel letto esausti ma con il sorriso.
Avevamo finalmente una casa!
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