Finite le presentazioni, i lavori di gruppo e tutto il resto connesso e annesso, non c’è scampo , quello che resta sono gli esami! Ormai qui a Sydney la vita è al caldo, molti dei miei amici all’University of Sydney hanno finito tutto, chi per bravura e chi perché ha mandato tutto a quel paese e se ne và al mare. Restiamo noi poveri UTS. Le telefonate tra me e il mio amico Svizzero Andry diventano quasi quotidiane, il topic è sempre lo stesso.
-Cosa stai studiando? Questo argomento lo fai?-
Cerchiamo di ridurre al nocciolo la quantità di materiale da studiare. Io pongo particolare attenzione nel preparare Finanza, essendo il corso un prerequisito necessario da superare per poter fare il prossimo semestre Corporate finance.
La tensione dovrebbe essere alta, ma invece affronto il tutto con una certa non curanza, tralascio praticamente del tutto la preparazione di un esame che a Bologna mi varrà come opzionale, Change management. La sera non escudo serate con gli amici che finiscono sempre troppo tardi fino a quando le date non diventano troppo vicine, ci sa che frutti raccoglierò mi chiedo.
Lo studio si sposta dalla facoltà a casa. I posti ormai sono tutti occupati dai altri studentii, la maggior parte provenienti dal continende in rapida espansione, ma usano qui posti nel modo sbagliato. Spesso si cerca disperatamente un posto girando per la biblioteca o il piano terra della facoltà di business sperando in una sedia vuota. Quella sedia diventa come un oasi di salvezza che ti permetterà di avere una giornata produttiva, la cerchi, ne hai bisogno, la desideri! Durante gli esami gli studenti diventano drogati dei posti in biblioteca, gente che non era mia riuscita a svegliarsi prima delle 11, tipo io, sotto esame si sveglia alle 8 pur di prendere un posto dove studiare non appena alle 8.30 la biblioteca apre.
Vedere tutti quei ragazzi che dormono sui libri non accresce la mia stima verso la loro civiltà, di solito io dormo a casa e studio in biblio, ma viste le condizioni in cui vivono loro, da quello che mi è sembrato di capire durante le inspection, mi sa che loro fanno il contrario, studiano a casa e vengono in biblioteca per dormire.
Che sia questo il loro vantaggio competitivo? Mi domando.
Non lo so, so solo che la magica oasi di salvezza, che è la sedia, un cui ci si possa immergere in un lago di conoscenza, loro … la stanno usando sbagliata. E io che tanto la vorrei usare la biblioteca per star sveglio, sono costretto a tornare a casa.
Ormai cambio gestione dell’organizzazione, mattina e pomeriggio si studia a casa, con notevole vantaggio dal punto di vista alimentare. Si può mangiare qualcosa di normale, fatto in casa, anziché fare il solito salto al sushi bar, o al turco o dai vari Mc donalds oppure dai falsi italiani che ci sono sotto la building dell’UTS.
Studiamo insieme con Antonio e dopo un po’ anche il nostro coinquilino del Bangladesh si unisce a noi per preparare un esame per guadagnare una nuova qualificazione nella banca in cui lavora. Si chiama Anyndia, ma ci dice che possiamo chiamarlo Any, che per noi diventa ONY, un nick name che si presta molto ad essere frainteso per “miele” in inglese, Honey, salutarlo ogni volta con un bye Ony oppure Hi ony, suona molto gayo a causa di questo facile fraintendimento. Ogni volta qualcuno che non lo conosce ci sente parlare con lui ci guarda sospettoso, per rendere l’idea un “Hi ony” e un po’ come salutare un amico tutte le volte con un “ciao tesorino”, non è il massimo.
Durante gli studi ci accorgiamo per la prima volta che il ragazzo soffre di alcuni disturbi nervosi. Ha degli scatti e movimenti strani dal nulla, io ed Antonio agli inizi non potevano non fare i pezzi di merda e ci mettevamo a ridere. Facciamo due gag chiamando i suoi movimenti con nomi calcistici, tipo quello era il rigore , ci diciamo quando scalcia, poi il colpo di tacco è un tocco che ormai padroneggia in modo grandioso, poi abbiamo la spallina, il colpo di testa e il contorsionista quando il movimento parte dalla testa, scorre con la schiena e termina con un bel colpo di tacco. Mi rendo conto di quanto sono una merda nell’affibbiare tali nomignoli a un problema, ma l’ho fatto, un po’ come fece Lino Banfi nella sua presa in giro dell’impiegato coi tick in “Vieni avanti cretino”, non potevo non riderne. Ora passato il primo periodo in cui tali movimenti bizzarri scaturivano simpatia, ora, che siamo anche più amici, mi dispiace per lui e quando chiacchierando mi regala qualche nuovo colpo di testa, resto indifferente spero che un giorno il ragazzo si tranquillizzi. Ho notato infatti che sente moltissimo la pressione quando ha qualcosa di importante in ballo, e inizia a fare quei movimenti in modo moooolto più accentuato.
Che io sia un bastardo o non bastardo non importa, però il ragazzo mi distrae, studiare diventa meno focalizzato, cerco di ignorarlo, ma non sempre è facile. Non posso farci nulla, in biblioteca la gente ci va per dormire, qui a casa ho almeno la mia quiete. Così’ passerò le settimane tra il 15 e 24 Novembre. Dieci giorni in cui affronterò 4 esami il 15 il 18 il 23 e il 24. Bum bum bum e bum netti netti …
La mattina del 18 Novembre mi sveglio con una sensazione che adoro, ho la mente totalmente focalizzata sul mio esame , finanza è quello che devo fare meglio, non posso sbagliare, ne và del secondo semestre! La mattina sono super serio, colazione latte e caffè, la mente ripete le formule, share, bond, capital budget, valutazione delle azioni e tutti gli altri argomenti che farebbero eccitare un contabile, cè li ho! Sono sicuro di mè. Vado nuovamente verso il “canodromo”, ancora una volta l’esame si svolge lì. Niente sorprese, non c’è tempo per pensare alle quote dei cani. Per strade sento solo i miei respiri, niente altro, la mia mente è in stand by pronta a proiettare su quel foglio tutte le conoscenze che per ora custodisce in silenzio. Arrivo, entro nella gigantesca sala e trovo il mio posto tra i milioni di banchi, sono uno dei tanti, ma adesso vi spacco il culo , penso per auto gasarmi.
Aprò il foglio ed inizio a leggere, domanda numero uno, si mi sembra di saperla, due, tre così fino alla domanda numero venti. Poi gli esercizi, 7 esercizi finanziari tra capital budgeting e altre menate. Senza troppe difficoltà, dopo tre ore e mezza, finisco l’esame, la mia mente è svuotata, tutto ciò che sapevo ora è su quel foglio, sono felice e self confident, sono sicuro di aver fatto bene! Torno a casa per ributtarmi sugli ultimi 2 esami, quello fatto il 15 non è stato tanto sentito, non merita nemmeno grandi citazioni, a parte che l’ho studiato in due giorni, perché troppo preso da finanza.
Gli ultimi due esami del 23 e 24 sono stressanti, quando hai due esami di fila ti sembra sempre di non studiare nessuno dei due, non riesci a concentrarti su un solo singolo argomento e darci tutto te stesso, ti dividi in due, e di conseguenza ti sembra sempre di non fare abbastanza. Antonio ha ormai finito tutto, se ne va al mare e a godersi le meritate vacanze, mentre io e Graziano siamo ancora sotto assedio.
Finalmente il 24 arriva, la tensione del giorno degli esami è soppiantata dal senso di sollievo che dà la consapevolezza che dopo quello sarà finita la vita da chiuso in casa sui libri. Fare 4 esami in 9 giorni ti rende ormai quasi immune alla tensione pre-esame, quella che ti fa studiare tanto di più e rende mega produttivi gli ultimi 3 giorni. Questa perdita della paura non fa bene! Si perde quella fase di mega stato berserk in cui si macinano pagine di libri in poche ore e magicamente si ricordano tutte. Quattro esami in nove giorni eliminano i poteri magici della paura in poche parole! E come già detto … non fa bene!
Finalmente il 24 alle 9 di sera esco da quello stato di prigionia mentale perenne che accompagna ogni studente universitario. Quello stato in cui tutto ti sembra una merda, in cui la vita diventa una noia, si controlla face book ogni minuto e i post sono tutti connessi agli studi che si fanno, lo odio. Quel periodo in cui la schiena ti si rompe in due e le chiappe si fanno quadrate a causa delle 16 ore passate sulla stessa sedia nelle posizioni più disparate che ti permettano di non sentire le vertebre che grattano tra loro come fossero cocci di pietra di un’antica strada di Roma.
Alle 9 di sera sono un uomo libero. Con Andry e Amir andiamo a prendere una birra, poi un’alta e d un’altra ancora al Lansdome hotel, il pub più brutto di Sydney. Non importa quanto sia brutto, è il nostro ritrovo da sempre, il gruppo di persone è aumentato, si parla in inglese di tutti ciò che non riguardi l‘università, che bello!
A fine serata mi raggiungono anche Antonio, Elena e Giulio, avevano appena giocato a stip poker non integrale ( purtroppo ) e Antonio non era riuscito nel suo intento di far togliere la maglietta a Sara. Io mi godo la fine delle sofferenze.
La vita torna a sorridere, e l’Australia è un bel posto per sentire la sensazione di liberta!
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