E' Domenica mattina...il mal di testa mi ricorda gli eccessi della serata di ieri .
Gillo si sveglia. Il saluto di un Clamda guy che va via un pò mi rattrista, ma il mal di testa mi aiuta non pensarci più dopo che la porta si chiude alle sue spalle.
Riorganizzo le idee, sono sveglio, perchè? A sì! Oggi è Domenica, si và a Manley.
Priorità: un "ottimo" Nescafè doppio, il buon vecchio rimedio ai mal di testa. Cosa c'è di meglio di un pò di caffè? In Italia starei preparando una tripla moca, procedura che nel bost sbronza diventa alquanto impegnativa se non si vuole imbrattare la cicina, ma quì inizio ad apprezzare il bollitore elettrico e il caffè solubile, non per il sapore, che definirei simulato al caffè, ma per la facilità di preparazione, che combacia pienamente con la mia capacità mattutina di realizzare chi sono e cosa stò facendo.
Mentre sorseggio quella prelibatezza, la magica telefonata di Tony mi fà sobbalzare, e un pò mi fà paura il fatto di che sia la sua la prima voce che sento la Domenica mattina...
L'encefalogramma è per entrambi piatto, la nostra telefonata ci porta a concludere che ogniuno, se riesce, si fà da sè quello che mangeremo in spiaggia...
Sento già la caffeina che inizia a fare il suo magico effetto, ritorno in me e raccolgo le cose da portare in spiaggia. Incontro le ragazze per strada e prendiamo il treno per Circular Quay. Un secondo caffè da Starbucks nell'attesa che arrivino gli altri.
Prendiamo il traghetto per arrivare a northen Sydney, e per strada ammiro un pò dei pasaggi che la baia offre.
Mi rendo conto che è davvero bella... e che voglio una barca a vela :)
Il viaggio dura una ventina di minuti, ma passano velocemente immerso nel panorama che mi circonda...Inizio ad apprezzare questa città!
Arrivati a Manley, la prima cosa che faccio è comprare due Chicken Wrap dal Mac, M Maledetta, non avendo provveduto a preparare nulla per ovvi motivi di prestanza fisica...c'è chi può, e chi non può.Tony con i suoi piselli e tonno
può...io non può e il wrap diventa la mia salvezza.
Manley mi ricorda un pò Milano marittima,
con quel corso che ti porta fino alla spiaggia,
ma senza le rotonde e una spiaggia molto più bella!
La giornata è solleggiata e il mal di testa è passato. La felicità mi assale, mi sento finalmente in Australia. Una spiaggia mastodontica con gente che serfa e qualcuno che azzarda un bagno, dei folli, l'acqua è gelida! Ma tra questi folli co sono Tony e Davide.
La giornata la passiamo in spiaggia, a chiaccherare, cazzeggiare e farci una birra, il paradiso insomma.
Quando il sole inizia a scendere la temperatura ci ricorda che infondo è inverno, alcuni ci lasciano, lo studio li chiama, altri restano e decidiamo di fare un giro sulla penisola che racchiude una riserva naturale.
Scorgo uno scoglio che si innalza al di sopra di tutto, e con un arrampicata stile Manolo lo raggiungo. Quì il bello...arrivo e chiedo a Sara di farmi una foto, ma c'è qualcosa che mi oscura l'obbiettivo, una figura oscura, un qualcosa...un...lo definirei...mmm...un'idiota!
Un tizio mi fissa, come se avessi violato il suo tempio sacro, ma che vuole?Penso
"chi se ne frega ora gli chiedo di spostarsi così mi faccio fare una foto".
Gli formulo la frase in un inglese puttosto educato e che mi sembra accettabile, ma lui continua a guardarmi...
La pazienza inizia a lasciarmi, gli chiedo se ha capito e la sua risposta è stata "yes! I understand"... "Mà...allora perche non ti levi di mezzo?", penso.
Gli riformulo la domanda dicendogli " Scusa voglio una foto dalla mia amica che è laggiù, ma ci sei tu, e vorrei che ti spostassi un pò più in là"...
Lo guardo negli occhi e mi sembra di osservare un pesce rosso in una boccia, che ti osserva come se pensasse, ma il pesce rosso osserva, muove gli occhi e accenna una mezza piroetta per osservare il posto che gli ho indicato. Poi torna a guardarmi, ma non si smuove.
Alle spalle avevamo uno strapiombo di una trentina di metri, e giuro che ho pensato per un attimo di dargli una spinta e farmi la mia bella foto...ma poi mi sono ricordato che non si fà male alle persone, anche se sembrano dei pesci rossi...
Provo a riformulare, forse non mi sono spiegato io.
-Armati di pazienza e sii gentile Riccardo- , penso. La mia capacità di coprire i miei stati d'animo è simile a quella del pesce rosso che si finge intelligente, e la frase mi si formula da sola, il tono è più alto del normale e le parole sono " Voglio farmi fare una foto, e non voglio te nella mia foto. C'è un problema. Ti sposti per due secondi?" (I want a picture from my friend that is down there, and i do NOT want you in it, there is a problem, could you move for two second there?), il tutto condito con un falso sorriso.
Lui mi osserva ancora immobile e muto, penso...o mio dio, ora finisco in carcere perchè lo butto di sotto...la foto che viene dopo questa discussione è la seguente
.
Si possono notare i pugni tesi, e il volto che accenna una risata isterica.
Va bhè, lascio perdere infondo la foto non è così importante, meglio la salute mentale e la liberta fisica, per evitare di commettere un omicidio osservo i miei amici che anche loro si apprestano ad arrivar sù.
Siam tutti lì, immersi nella pace che solo una vista che si perde nell'oceano Pacifico può dare, ma qualcosa disturba quella quiete, il tizio, si lui...l'idiota si aggira immezzo a noi..."ADESSO TI
SPOSTI?" Penso tra me e me.
Dopo un pò, grazie al cielo si ripiazza nella posizione in cui stava prima (al centro della mia precedente foto) e noi possiamo goderci la visione fantastica che si ha da quel punto riazato su tutta Manley.
Ormai troppo incuriosito dal capire se il tizio ci è o ci fà, lo osservo metre guarda con aria indecisa il basso della scogliera su ci ci siamo arrampicati per arrivar lì, non capisco, accenna un gesto in cui protende la mano verso il basso, ma poi si tira indietro...Sono curioso, mi sposto per vedere che fà, e la visione di una bambina che avrà avuto 7 anni mi si para davanti.
Chè?
Mi scorgo ancora e vedo il padre sotto che la spinge con una mano e gli dice sù sù push! Mi distraggo ancora un secondo per guardare l'idiota immobile che osserva la scena e li ho la conferma che...ci è.
Mi affretto a pigliare la bambina e a dargli una mano per salire.
Per un momento mi sono sentito responsabile dell'incolumità di una sconosciuta di 7 anni, e della mia...se finiamo di sotto entrambi sai che bello...magari se non mi rompo l osso del collo il padre mi pesta pure di sopra, ho pensato.
Ma vedevo la fatica che faceva la piccola a venire sù, con quelle braccine fragili da bambina, non ho potuto non dare una mano. La tiro sù senza tanti problemi ma con tanta paura, non faccio in tempo a posarla e a godermi il suo thank you, che un'altra vocina mi attira. "Hey, Hey, pleeease help also me" Un altro bambino! Più piccolo! Con i piedi sulla testa del padre che accenna un sorriso...tiro sù anche lui, di peso questa volta, lo piglio da sotto le braccia per esser sicuro che non cadesse...il pensiero avuto con la bambina prima, mi ripassa per la mente, ma questa volta l'anima che ho tra le mani è ancora più giovane...Please please fà che non mi caschi penso, mentre mi assicuro di averlo preso ben stretto, tiro un respiro e ...sù, anche lui è al sicuro...
Questa volta la voce del padre mi distrae ancora dai tanti thank you che i bambinetti con le loro vocine mi dicono, che soddisfazione. Volto lo sguardo verso la scogliera e sento la voce di un uomo adulto, ma...ma...!!!...ma vedo un volto di un altro bambino, oddio un mostro!
Mi sembrava la scena di un film! Tipo senti chi parla, dove Paolo Villaggio fà la voce di un bambino ( Un Fantozzi bebè)...una scena incredibile, poi torno in mè, smetto di fantasticare coi miei viaggi mentali e realizzo che i bambini erano 3, ma quanti ce ne sono? Mi tocca un'ultimo lavoraccio, il tutto sotto gli occhi dell'idiota che non accennava una mossa per aiutarmi...maledetto...se ti reincontro...
Con ancora una volta il pensiero della vita di un bimbo tra le mani, lo stringo forte intorno alle braccia, le mie mani lo stringevano una volta e mezza per quanto era piccolo...Un altro sospiro e lo tiro sù.
Finito, sono tutti sù, mi giro per guardare i mocciosi mentre il padre saliva, e un pensiero mi passa per la testa: "Ma questo è pazzo?"
Ma ancora la voce adulta mi riporta nel mondo reale, e un " Do you want to live me here?" mi fà capire che la faticaccia vera deve ancora arrivare...Chiedo a Tony di tenermi, perchè stà volta il rischio di finire di sotto era grosso, molto grosso, era almeno 80 kg di rischio impersonati da un padre modello australiano.
Gli porgo la mano sinistra e porgo la destra, più solida a cui affidare la mia vita, a Tony perchè mi tenesse...e vià, con uno sforzo collettivo anche il padre modello era sul rialzo.
Facciamo quattro chiacche e scopriamo che è stato in Italia anche lui, solito giro turistico che fan tutti, Firenze, Roma, Amalfi e poi accenna un inutile Taranto e Brindisi, non posso che esprimergli il mio disappunto quando mi diche che a Lecce non c'è stato...ma poi penso che non si può vedere tutto...
Prima di lasciare il padre modello e l'idiota gli chiedo come farà a portare giù i bambini, se gli serve una mano, e lui mi dice, no ci dovrebbe essere una stradina semplice più avanti per tornare giù...
"Ma allora è pazzo davvero?Perchè hai fatto quella difficile con 3 figli allora?" penso...
La risposta me la dò da solo...
E' perchè è un padre Australiano modello, insegna ad affrontare il pericolo ai bambini già da piccoli, così da grandi andranno a caccia di coccodrilli a mani nude...
1 commento:
minchia che storia panic hahahahahha bacio bacio mari
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