Non avrei mai pensato che le giornate passate potessero essere talmente intense da sconvolgere la quotidianità dei giorni futuri!
Invece sì, il viaggio da Brisbane a Cairns in van con 8 fantastici compagni di viaggio e migliaia di colori a schiarire i paesaggi più faticosi hanno impresso nel mio stato d’animo una sensazione di benessere che poche altre volte avevo provato.
Il viaggio per me inizia con un po’ di anticipo rispetto agli altri, impacchettate le valigie, lasciato il mio appartamento trasferito per 3 ore a casa di Giulio mi sento già libero e wild prima del tempo.
L’attesa di un viaggio è qualcosa di fantastico. Quell’adrenalina, gioia e eccitazione che scorre pura nelle vene regalano sensazioni indescrivibili. Per far passare il tempo provvedo a comprare qualcosa che torni utile, come una lampadina da 4 dollari al mercato cinese, rimpiazzata dopo poche ora da una da $5 che però funzioni…no comment…un paio di occhiali, un asciugamano da mare un costume australiano e la crema solare! Tutto pronto.
Ci incontriamo alle 7 vicino la stazione, e prendiamo la metro per l’aeroporto. Una volta arrivati la prima sorpresa del viaggio ci viene regalata da Tony che ha pensato bene che partendo per un viaggio di 10 giorni con sosta su un isola deserta, la cura delle mani fosse un prerequisito fondamentale. Di conseguenza ha pensato bene di portarsi dietro una forbicetta per le unghie dimenticata nel bagaglio a mano. La security lo blocca e le sue mani nei capelli con lieve flessione della schiena all’indietro regalano un immagine che se ci ripenso ancora ora mi fa sorridere. Ancora meglio quando il responsabile del controllo inizia a palparlo ovunque con uno strano aggeggio per controllare che non nasconda altri strumenti pericolosi … che ne so tipo uno smalto per le unghie infiammabile :P …hahaha che scena.
Comunque siamo ancora a Sydney, il decollo è imminente ma non abbastanza per far desistere me e Giada dal comprare una piccola dose di costosissime caramelle gommose … aaaaa il sapore della libertà è molto simile a quello di un orsetto gommoso rosso.
Ci imbarchiamo dopo aver assistito ad una scena in cui una ventina di bambini sembravano essere appena tornati da una gita, escono dal loro gate e riabbracciano i genitori … mi perdo un po’ ad osservare le dinamiche sociali che avvengono quando si hanno 10 anni e mi sembra di capire che non sono poi così differenti da quelle degli adulti. Bambini più timidi bancini meno timidi, sbruffoni o simpatici, coccolosi o aggressivi, chi cerca la mamma, chi l’amica chi da solo osserva in giro e chi vuole solo andare via. Poca e la differenza dal comportamento di chi non ha più l’innocenza di un bambino.
Arriva il momento di imbarcarsi, ci sediamo e la schiena si incolla al sedile, il tremolio dell’aereo sfiora la soglia di preoccupazione e le luci di Sydney assieme alla pressione nelle orecchie indicano chiaramente che siamo in volo.
Non so come mai ma ogni volta che salgo su un’aereo non faccio altro che pensare al fatto che i momenti di maggiore rischio sono quando si decolla o si attera… non so se lo faccio per esser poi più tranquillo per tutto il resto del viaggio oppure per pura scaramanzia visto che fino ad ora ha sempre portato bene. So solo che rendo Giada (Piadina) partecipe dei miei pensieri, la sua espressione è molto esplicita… (ma non ho altro di meglio a cui pensare? Sembra volermi dire)
Comunque l’adrenalina da viaggio figata è troppo alta, tutti , o quasi, dormono. Io invece continuo a tenere sveglia la povera piadina, riesumando vecchi ricordi della triennale passata insieme e chiacchierando un po’ sulle cose che sono successe a entrambi nei mesi di specialistica. Mi mancava chiacchierare un po’ con Giada, il suo tono di voce sempre gentile riuscirebbe a calmare chiunque. La tizia affianco a noi fa finta di dormire, ma sono sicuro che dentro di sé stesse imprecando in dialetto aussie perché stessi un po’ zitto, ma non ce la faccio…finchè non mettiamo i piedi di nuovo per terra … Brisbane, siamo arrivati!
Sono un po’ stanco, Giada non mi ha fatto dormire neanche un po’…parlava sempre :P
Il secondo momento di imprevisto avviene quando al nastro non troviamo il nostro bagaglio. Tenendo presente che ognuno di noi aveva un solo bagaglio a mano più due valigie imbarcate contenenti tutti i beni di prima necessità per 9 persone, tenda, 9 sacchi a pelo guide turistiche, asciugamani bagnoschiuma shampoo e chi più ne ha più ne metta…
Colgo l’occasione per riflette sulla capacità delle ragazze di sistemare quanta più roba possibile in una valigia. Tutto ciò mi fa veramente temere che a volte loro… abbiano qualcosa in più. Più avanti nel viaggio scoprirò che quella valigia nera era come il cilindro magico, ci si tirava fuori di tutto, era tutto lì, qualsiasi cosa si cercasse la risposta era: nella valigia nera!
Resa l’idea capite subito che paura quando abbiam visto il nastro fermo e la valigia che non c’era! Per fortuna era in un angolo cieco del nastro…trovata la valigia, MaxiTaxi per 9 e via all’ostello di Brisbane!
Il nostro viaggio è veramente iniziato!
La serata si limita ad una birra in un pub niente di che, infondo siamo atterrati a mezzanotte.
Tornati in ostello io e Tony notiamo la piscina e ci promettiamo di andarci la mattina presto per fare una nuotata prima di prendere il van. Intanto incontriamo Davide, tornato da una serata in centro, bello carico e felice di vederci, aveva iniziato il viaggio una settimana prima facendo Sydney - Brisbane in auto…con solo un altro ragazzo e il resto donne … la luce nei suoi occhi quando ci ha visti mi ha fatto sorridere al pensiero di come un uomo in mezzo alle donne per una settimana possa essere sottoposto a un certo carico di stress fino al punto di rinascere quando ci si ricongiunge al branco maschile… hahaha.
Preso da un tremito di felicità decide di far sfoggio delle sue doti atletiche. Scendendo le scale che portavano alla nostra stanza scorge un piccolo tubo/trave che sorreggeva il soffitto, un salto, afferra il tubo ma neanche il tempo di fare una mezza oscillazione le mani gli sfuggono dalla presa ed un tonfo dal rumore sordo ma intenso degno da effetto di un film si propaga nell’ambiente intorno … Quel gesto implicherà che Davide passerà i successivi due giorni a mettere Voltaren sulla schiena…Ben arrivato David!
WICKED VAN!
La mattina la sveglia è fissata molto presto per mantenere la scommessa con noi stessi della piscina. Un gesto di straordinaria forza di volontà fa si che sposto il mio braccio sul cellulare e spengo la sveglia. Ci sveglieremo un ora e mezza dopo.
Dopo la sveglia, colazione e doccetta tecnica andiamo a prendere i 2 van. L’adrenalina è alta…guidare a sinistra…ne saremo capaci? La strada stampata su dei normali fogli A4 in bassa risoluzione per andare da un posto all’altro in un viaggio che complessivamente dovrebbe essere di circa 1800km…ne saremo capaci? Dormire in 9 in 2 van e una tenda…ne saremo capaci? La risposta è…ma chi se ne frega! Ormai siamo in ballo! Balliamo! Questo approccio ci accompagnerà per tutto il viaggio. In ogni decisione che prenderemo da lì in avanti sarà basata su percentuale di incognite incredibilmente alta…
La routine di un piano preciso con tappe e mappe da seguire alla lettera, destinazioni prefissate e decisioni già prese rappresenta il tipo di viaggio che non vorrò mai fare. Le tappe erano ovviamente decise, ma in verità nessuno di noi sapeva a pieno il piano generale. Ognuno di noi aveva pianificato qualcosa, ma alla fine tutti sapevamo il piano, ma non come lo avremmo compiuto … Basta immaginare che io non sapevo quale fosse la differenza tra Fraser e Whitsunday finche non ci sono andato. Ma ero l’addetto camping. Il resto era un’incognita … e questo mi piaceva tantissimo!
La mattina noi ragazzi decidiamo di andare a prendere i Van per concedere alle ragazze una mattinata in centro a Brisbane a vedere la città. Arrivati nell’officina bettola dove centinaia di wiked Van erano stipati per essere affittati, ci viene detto che chi guiderà il Van deve essere presente per firmare il contratto. Noi eravamo 4 di 6…telefonata alle ragazze … attesa snervante che mi fa riflettere e scoprire quanto sia stato facile aspettare per un mese senza troppa pressione quel momento e quanto poi invece sembrino infiniti e insopportabilmente noiosi i 40 minuti necessari perche un taxi porti le ragazze all’officina! Le stranezze della percezione del tempo…
Una volta arrivate compiliamo le pratiche, pensiamo anche di affittare un GPS per 5$ al giorno, ma erano terminati … meglio così! Penso.
Dopo una spiegazione su come si guida un Van con cambio automatico la cui sintesi “schiaccia il pedale e vai” è già più articolata di quello che il responsabile ci ha spiegato. Per fortuna ho la premura di chiedere a cosa và la carretta e scopriamo che il Van va a petrol (benza) e non a diesel … male...ma non importa.
Ci mettiamo alla guida, io prendo il Van Bianco, un fantastico bolide che sarà stato del 1990 con dietro la frase più bella di tutta la vacanza “The best way to predict your future i sto create it!”. Davide guida il Van verde…la frase sul retro ci chiediamo ancora cosa significhi…
Il primo metro è semplice, anche se il cuore è in gola…si raggiunge la velocità di crociera che non và oltre i 35km/h per prendere un po’ di confidenza…guidare a sinistra non è difficile, il problema sono le precedenze, gli incroci e le rotonde che si imboccano al contrario! Scoprirò poi più avanti che invece la cosa più difficile saranno i cambi di direzione con inversione di marcia improvvisi, in quanto ci si dimentica che si guida a sinistra, e vedere i fari di un veicolo in senso contrario che si dirigono verso di te… non sono proprio la visione più bella del mondo…
La strada dal garage wiked fino all’ostello non sembrava troppo complicata, almeno finche era il taxista a guidare. Dopo un paio di incroci sbagliati, l’autostrada imboccata nella direzione opposta con conseguente uscita e ricerca di nuovo imbocco in senso corretto e un po’ di agili manovre nel traffico del centro di Brisbane individuiamo la strada per l’ostello e ci arriviamo incolumi.
Il piano è separarci. Abbiamo 2 Van, dobbiamo arrivare a Harvey bay entro le 6.30pm circa 350km da Brisbane e sono le 2 e mezza…mmm…
Decidiamo di divederci perchè un Van deve attendere che Alice arrivi in aereoporto alle 6pm, quindi non vi sono alternative, uno parte subito e il secondo viaggerà di notte e noi gli apriremo il cancello del camping.
I gruppi si dividono, nel van Bianco abbiamo l’equipaggio composto da Giulio Biondi come copilota, Antonio , Giada e Marta come equipaggio e io alla guida. Nel Van verde avremo Davide alla guida, Elena, Giulia e Alice. I gruppi si separano, ma la voglia di andare è talmente alta che siamo sicuri di rincontrarci. Due minuti per dare paio di indicazioni sulla microscopica mappa di Harvey bay della guida lonely per cercare di indicare dove dovrebbe essere il camping al secondo Van, benzina , tre giri intorno all’ostello per capire da che parte “imbroccare” quella dannata autostrada e via che siamo in viaggio. C’è il sole, un po’ di nuvole sparse e la strada è un po’ trafficata …ma si và…sono le 3…350Km in tre ore e mezza … mmm … la vedo già dura.
Perdiamo un ora nel denso traffico di Brisbane che si incontra nella strada che porta verso la mitica Sunshine coast … il viaggio scorre tranquillo una volta usciti dal caos della periferia.
Voglio però sottolineare la delusione che ho avuto per le autostrade Australiane, una corsia, tratti non sempre rettilinei e senza nemmeno uno spartitraffico tra i due sensi di marcia … la superstrada di Lecce è già migliore di qui … Italia 1 - Australia 0.
Durante il tragitto ci fermiamo a una fabbrica del ginger per mangiare un panino. Facciamo un giro in questo posto, ginger…???...non ho ben capito cosa sia visto che il ginger che conosco io è una bevanda analcolica mentre lì ci sono solo statuette dell’omino biscottino di Sreck…va bbhè resterò con il dubbio…Ci rimettiamo in viaggio…il tempo passa e arrivano le 6 e siamo ancora un po’ distanti da Harvey … va bhè, telefoniamo, spieghiamo la situazione alla signora che gestisce il camping che ci concede un ora di ritardo…7.30…va bhè schiacciamo un po’ vediamo cosa sa fare questa carretta…
Arrivati a 40 km da Harvey, ci sentiamo ormai vicini e i bisogni di prima necessità ci ricordano che non abbiamo comprato alcool!!!
Piccola deviazione in una cittadina sulla strada a cercare un negozio di alcolici, Tony e Giulio scendono a comprare qualche birra e del vino. Dopo una decina di minuti Giulio esce con un sorriso grande come se gli avessero appena regalato 1000$...abbracciava un sacco bianco, è ancora lontano, non si distingue cosa sia…più si avvicina più il suo sorriso diventa grande. Inizia a scorgersi il contenuto del sacco, si avvicina ancora un po’ ed ecco la scritta 4kg ice! Quattro chili di ghiaccio! Il suo sogno si era compiuto, aveva la sua bara di ghiaccio. Il van era provvisto di un cubo termico, tipo Geostile ma più fico, una vera e propia cassa termica da riempire. Sembrava bellissimo quando lo abbiamo riempito di ghiaccio e abbiamo infilato le birre e i vini bianchi in quel forziere di preziosissimo nettare.
Dopo questa deviazione, con un po’ di fortuna, discussioni riguardo la risoluzione scadente della mappa stampata e con un paio di domande in giro riusciamo finalmente a trovare il camping, erano le 7.40…se escludiamo la deviazione per il ghiaccio ce l’avevamo fatta. Telefonata all’altro van, Davide e company sono per strada, dato l’orario non c’è traffico in giro sono già a un buon punto della strada, apriamo lo scrigno magico e ci concediamo una relax birra il cui sapore era più ristorante del solito, aveva il sapore di vacanza.
Anche la fame inizia a farsi sentire, andiamo a comprare qualcosa da mangiare il primo barbecue dei mille della vacanza ci terrà compagnia finche gli altri arrivano. Mentre cuciniamo Tony decide di affrontare da solo il gonfi aggio del materassino a due piazze che ci farà da letto in tenda.
Mentre Giulio è alle prese con gli hamburger Tony gli si avvicina con aria persa dopo aver vinto la sua sfida personale col materassino. Giulio gli chiede come gradisce l’hamburgher, che condimento e che cottura…Tony continua con la sua espressione attonita e con tono preoccupato schiaffeggiandosi in volto esclama “Non mi sento più la faccia!”. Lo sguardo mio è di Giulio resta spiazzato da come la sua risposta fosse totalmente distaccata dalle nostre domande…ci guardiamo…e una risata ci accompagnerà per i successivi 10 minuti, in cui Tony continuerà a schiaffeggiarsi.
Prossimi alla mezzanotte i Elena Giulia Alice e Davide arrivano anche loro. Il campo base è già allestito. Decidiamo chi dorme dove. Giulio, Elena e Marta Van bianco, Alice, Giulia e Giada Van verde. Io, Tony e Davide in tenda, pensando di essere stati i più furbi di tutti la mattina seguente scopriremo…che non avevevamo capito un cazzo…
La serata termina con l’immagine di Davide che si spalma la Voltaren sulla schiena e si mette a dormire sui 2 materassi dei van concessi sia per pietà, visto che almeno dormiva meglio sia perché non si era riuscita a trovare una sistemazione decente per quei materassi nei 2 Van, avevamo ancora molto da imparare…
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